AIS a Bari: il vino italiano punta su giovani, turismo e territorio

Da Bari la Convention AIS rilancia il futuro del vino italiano: più collaborazione tra filiera, scuole e territori, con i giovani e il turismo enogastronomico al centro della crescita di un settore da 14 miliardi di euro

Dalla Puglia un messaggio chiaro: il vino italiano cresce se diventa cultura condivisa, esperienza di viaggio e opportunità per i giovani

Bari è stata per tre giorni il cuore pulsante del vino italiano. Qui si è chiusa la Convention nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier, un appuntamento che ha unito per la prima volta Stati Generali, formazione, masterclass e valorizzazione territoriale in un unico grande racconto diffuso tra la città e la Valle d’Itria.

Un format inedito che ha trasformato la Puglia in un laboratorio a cielo aperto del turismo enogastronomico, tra degustazioni, itinerari urbani e incontri con produttori e professionisti del settore.

Un settore solido che punta su cultura e giovani

Il comparto vitivinicolo italiano si conferma una delle eccellenze del Paese. Secondo ISMEA, il settore vale oggi 14 miliardi di euro e rappresenta un pilastro dell’agroalimentare nazionale, con l’Italia leader mondiale nella produzione e nell’export in volume.

Ma il dato economico è solo una parte del racconto. Al centro della Convention AIS c’è stato infatti un messaggio chiave: il futuro del vino passa dalla capacità di “fare sistema” tra imprese, istituzioni, scuole e territori.

“Serve un raccordo etico tra chi produce e chi forma” ha sottolineato il presidente AIS Italia, Sandro Camilli, ribadendo il ruolo dell’associazione come ponte tra cultura, mercato e formazione.

Il vino come esperienza di viaggio

La Convention non è stata solo confronto tecnico, ma anche esperienza immersiva nel territorio. Tra masterclass dedicate ai vitigni autoctoni, passeggiate nei vicoli di Bari Vecchia e degustazioni, il vino è stato raccontato come esperienza culturale e turistica.

Grande attenzione anche al legame tra vino e identità dei luoghi: dalla Alberobello fino alle cantine della Valle d’Itria, il territorio si è trasformato in una vera e propria destinazione del gusto.

Cultura, scuola e nuove generazioni

Uno dei momenti più significativi è stata la consegna di cinque borse di studio dedicate alla Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio. I progetti premiati, provenienti da istituti italiani, hanno raccontato un nuovo modo di intendere il paesaggio agricolo: non solo produzione, ma inclusione sociale, rigenerazione urbana e sostenibilità.

Un segnale forte: il vino del futuro si costruisce anche nelle scuole, tra formazione e sensibilità ambientale.

Tra sport, comunicazione e cultura del “gioco di squadra”

Sul palco anche volti e testimonianze trasversali, dal giornalista RAI Gianluca Semprini all’ex commissario tecnico Roberto Donadoni, fino a Dominga Cotarella, che hanno contribuito a declinare il concetto di “squadra” come chiave di crescita anche fuori dal campo sportivo o aziendale.

Il filo conduttore? La collaborazione come leva per affrontare i cambiamenti dei consumi e parlare alle nuove generazioni con un linguaggio più contemporaneo.

Puglia protagonista del turismo del vino

La tre giorni AIS conferma una tendenza sempre più evidente: il vino non è solo prodotto, ma esperienza di viaggio. La Puglia, con le sue campagne, i borghi e le cantine diffuse, si consolida come una delle mete più interessanti del turismo enogastronomico italiano.

Un modello che unisce cultura, accoglienza e identità territoriale, e che punta a trasformare ogni calice in un racconto di viaggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *