La redazione di Viaggiando di Gusto è stata ospite alle Isole Borromee: rapite dallo loro inconfutabile bellezza, non possiamo esimerci dal raccontarvele!
Facciamo una piccola digressione prima di aprirci all’incanto: guardiamo al cielo e sbirciamo il meteo, auspicando a Settembre, calde e soleggiate giornate di un’estate che fatichiamo a lasciar andare, come bambini che tengono stretti i cordoncini dei loro palloncini, contro il volere dell’aria che ardentemente li chiama!
L’estate sta volgendo al termine ma non è ancora finita c’è ancora tempo per esplorare, visitare: le Isole Borromee vi attendono!
Partiamo dal percorso fatto, il nostro, come raggiungere queste splendide Isole?
Scegliendo l’opzione ferroviaria abbiamo preso il treno da Milano Centrale ci sono opzioni con partenze anche da Milano Porta Garibaldi, siamo scese ad Arona e preso una navetta/bus per Stresa.

Da questa splendida località sul Lago Maggiore che vi consigliamo di visitare, ma dopo aver visto e apprezzato le Isole Borromee, sono disponibili i traghetti, da noi opzionato, quello della Navigazione Laghi, con biglietti acquistati direttamente sul molo, e partenze ogni mezz’ora, ma la vostra scelta può ricadere anche su barche private.
La prima Isola incontrata? L’isola Madre, di natura vestita! Magnifica e incontaminata.
L’isola Madre è la più grande delle tre Isole Borromee ed è la più verdeggiante, caratterizzata da fioriture spettacolari e animali dagli affascinanti piumaggi.

Un verdissimo percorso invita i visitatori che scendono dal traghetto a seguirlo per giungere al Palazzo situato nel punto più alto dell’isola: elegante e dal profilo lineare domina e si affaccia sul Lago Maggiore fin dal Cinquecento, oggi è residenza privata ma accessibile al pubblico.
Nella storia l’isola Madre ha visto il passaggio da tenuta agricola con coltivazioni a viti, fichi, ulivi, castagni e ciliegi a giardino botanico per volere del conte Lancillotto Borromeo.
L’atmosfera che si respira sull’isola Madre degna genitrice di altre due perle – l’Isola dei Pescatori e l’isola Bella che a breve incontreremo – è raccolta, intima, spinge a un dialogo silente, amabile e assoluto con la natura, nostra madre primigenia.

La natura si manifesta nel giardino, dove apre il suo incantevole sipario fatto di piante rare e fiori esotici: qui vivono indisturbati pavoni, pappagalli, anatre e fagiani sue meravigliose creature dalle mirabili fattezze.
L’isola Madre è nota per la fioritura di azalee, rododendri, magnolie, camelie, ma anche per fantastici pergolati di glicini antichissimi, l’esemplare più grande d’Europa di Cipresso del Cashmere di oltre 200 anni, cedri, limoni, la collezione di ibiscus, il Ginko Biloba.
Il Palazzo del XVI secolo è aperto al pubblico dal 1978 e merita una visita per la ricostruzione di ambienti d’epoca, le collezioni di livree, bambole e porcellane. Vi segnaliamo in particolare l’esposizione dei Teatrini delle Marionette del ‘600 – ‘800.

Un’isola capace di incantare tutti, una bomboniera incastonata tra le verdi gemme delle natura, a cui l’uomo si inchina con profondo rispetto, nel compiere la sua opera di costruzione non ha voluto intaccare la sua verde bellezza ma sublimarla nella sua semplicità.
Seconda tappa: Isola dei Pescatori, la sua vocazione e particolarità.

L’isola dei Pescatori è l’unica isola ad essere abitata dell’arcipelago delle Isole Borromee ospitando un piccolo borgo a più piani: è contraddistinta da vicoli stretti, il lungolago e la via principale.
È l’isola più commerciale, dove si susseguono bancarelle che vendono oggetti di artigianato locale e luoghi di ristoro dove riconciliarsi al volo o con più calma comodamente seduti godendo di uno splendido panorama vista lago.
È luogo amabile per conversare, meditando su ciò che si è visto, pregustando ciò che verrà, degna conclusione di una giornata da incorniciare.
Ultima tappa, e già si risveglia in noi, una cocente nostalgia: l’isola Bella, non bella, Bellissima!
Sull’isola Bella la meraviglia della natura si confonde, si amplifica grazie alla mano dell’uomo.
Il Palazzo Borromeo, risultato di interventi architettonici iniziati nel 1650 per volere di Vitaliano VI Borromeo, che si sono protratti per secoli e che l’hanno reso un monumentale Palazzo di rappresentanza, è oggi un museo d’arte barocca.
Le oltre venti sale sono definite da nomi che ne descrivono la funzione originaria, come la Sala di Conversazione e la Sala da Ballo, oppure traggono ispirazione da arredi particolari e preziosi che troviamo nella Sala delle Medaglie, o nella Galleria degli Arazzi fiamminghi, che narrano di leggende e miti, eroi e creature fantastiche.

Cuore pulsante del Palazzo e la Galleria Berthier, con oltre 130 quadri del ‘600 e ‘700, con alcune copie di artisti illustri come Raffaello, Correggio, Tiziano e Guido Reni: qui sono esposte anche opere originali della pittura lombarda del Rinascimento.
Nella parte bassa del Palazzo colpiscono per grande originalità le Grotte poste a livello dell’acqua, ambienti che davano sicuramente respiro e sollievo agli ospiti durante le afose giornate estive.

Un mondo surreale dove è possibile immergersi camminando sui ciottoli, conchiglie, marmi e schegge di tufo.
Lungo il percorso nelle sei Grotte si assiste a uno spettacolo marino dove non si trattiene il respiro ma si fa entrare aria a pieni polmoni, gocce stillate di meraviglia all’incontro con busti di eroi e divinità, vetrine e teche con urne, vasi, porcellane, accessori.

Culmine dell’imponente complesso è il Teatro Massimo che si sviluppa su sei terrazze sovrapposte che vanno a formare una piramide tronca, i parterre su livelli differenti sono collegati da scalinate: troneggia, simbolo araldico dei Borromeo, il colossale unicorno, tra obelischi, statue.

Nel giardino del Palazzo si trovano pavoni bianchi e dal piumaggio colorato, potenti calamite attrattive per i turisti, che attendono l’apertura delle loro code e dei tanti occhi custodi di meraviglia, splendidi cavalieri sicuramente riconoscenti all’uomo per poter abitare una dimora così bella e maestosa.

Viaggiando di Gusto ha ultimato il suo peregrinare tra un Isola e l’altra ne conserviamo il dolce ricordo nel cuore.
Vi salutiamo senza dimenticare qui ha reso possibile questa piacevole giornata, l’ufficio stampa di TerreBorromeo che ringraziamo.
Alla prossima altre avventure ci attendono!
