Tra storiche locande e distretti industriali riconvertiti, un viaggio nella Monaco che non ti aspetti per scoprire il volto più moderno, artistico e cosmopolita della capitale bavarese

Sebbene sia celebre ovunque per l’Oktoberfest (quest’anno dal 19 settembre al 4 ottobre, la 191ª edizione della festa popolare più grande del mondo), Monaco di Baviera riserva grandi sorprese in qualsiasi stagione, andando ben oltre la sua straordinaria tradizione brassicola. Non a caso è stata ribattezzata Weltstadt mit Herz (“metropoli col cuore”) e viene spesso definita la “città più a nord d’Italia”, grazie all’indole calorosa e ospitale dei suoi abitanti. Ma se ci si concede il tempo di deviare dai sentieri più battuti, il capoluogo bavarese svela un’anima sorprendentemente sfaccettata, capace di far convivere la sfarzosa eredità dei Wittelsbach con i progetti di rigenerazione più audaci d’Europa. Per vivere appieno questa metamorfosi, la base ideale è l’Hotel Cocoon Sendlinger Tor, una struttura che non è soltanto un luogo in cui pernottare, ma un vero e proprio manifesto di ospitalità contemporanea. Situato in posizione strategica a due passi dal centro, l’hotel accoglie gli ospiti con un’atmosfera eclettica, giocosa e fortemente ispirata al design pop e alla natura. Il concept degli spazi ruota attorno a un’estetica originale che fonde tonalità calde, arredi vintage, richiami agli anni ’70 e installazioni green che evocano l’idea di un rifugio accogliente e informale. Ogni dettaglio è pensato per offrire un’esperienza visiva e sensoriale rilassante ma dinamica: dalle aree comuni concepite come salotti metropolitani aperti alla socialità, fino alle camere, caratterizzate da dettagli smart, comfort ecologici e una cura sartoriale per l’illuminazione e i materiali. È il punto di partenza perfetto per andare alla scoperta della città.

Il cuore antico: tra monumenti storici e sapori della tradizione
Il viaggio non può che iniziare dal cuore della città: il centro storico. Camminare tra le imponenti architetture di Marienplatz significa immergersi nell’abbraccio della tradizione. È il salotto della città bavarese, amatissimo dai turisti e dagli abitanti. Qui c’è il Neues Rathaus, o municipio nuovo, ma anche il famoso Glockenspiel, il carillon più grande della Germania con 43 campane e 32 figure, che suona e si anima tre volte al giorno (alle 11, alle 12 e alle 17). A pochi passi si apre il Viktualienmarkt, il mercato alimentare storico che dal 1807 rappresenta il paradiso dei gourmet. Tra banchi colmi di formaggi artigianali, brezel caldi e specialità locali, si respira l’autentico spirito della Gemütlichkeit – quell’indescrivibile senso di accoglienza e convivialità tipicamente bavarese. Per il pranzo ci si sposta verso un’istituzione sacra della cultura brassicola: il Paulaner Brauhaus am Kapuzinerplatz. In questa storica locanda, il pranzo à la carte si trasforma in un rito gastronomico, dove le grandi cisterne di rame lucido fanno da cornice a piatti sostanziosi come lo stinco di maiale croccante o i canederli, annaffiati da una birra spillata direttamente sul posto, fresca e non filtrata.

Subcultura urbana e indirizzi cult
Nel pomeriggio, il volto di Monaco cambia radicalmente con una visita allo Schlachthofviertel, il quartiere dell’ex mattatoio. Questa zona, un tempo prettamente industriale, ha vissuto una straordinaria transizione: oggi i vecchi capannoni in mattoni rossi ospitano atelier di artisti, spazi culturali indipendenti e persino una nave da ricerca convertita in centro culturale (la Alte Utting), posizionata sopra un vecchio ponte ferroviario. Proseguendo, si sconfina nel vicino Glockenbachviertel, un tempo quartiere operaio e oggi cuore pulsante della comunità LGBTQ+ e zona tra le più trendy della città. Le sue strade sono un susseguirsi di facciate color pastello, boutique indipendenti, caffè d’avanguardia e concept store: proprio qui visse Freddie Mercury negli anni ’80 durante le registrazioni dei Queen ai Musicland Studios. La serata si conclude con una cena al Prinz Myshkin, raffinato ristorante in pieno centro specializzato in una cucina vegetariana e vegana d’alta scuola che fonde sapori asiatici e mediterranei sotto ampie volte bianche.

Tra memorie bohémien e avanguardia
Il giorno successivo è dedicato alla scoperta di Schwabing, rifugio di poeti e pittori come Kandinsky e Thomas Mann, e del prestigioso Kunstareal, il distretto dei musei che custodisce capolavori dalle sculture classiche della Glictoteca alle meraviglie delle Pinacoteche, fino all’architettura avveniristica del Museum Brandhorst, celebre per la facciata policroma di 36.000 listelli di ceramica che custodisce la più grande collezione di opere di Cy Twombly fuori dagli USA e icone della Pop Art. Per pranzo, tappa all’Andechser am Dom all’ombra della Frauenkirche, mentre la sera si può sperimentare il Kaisergarten, birreria con giardino estivo e menù biologico a filiera cortissima. Se il tempo lo permette, imperdibile una capatina al Werksviertel intorno all’Ostbahnhof: un’ex area industriale oggi trasformata in un vivace quartiere-laboratorio e manifesto della Monaco più creativa e avveniristica.
