Dopo i Giochi di Milano Cortina 2026, quindici podi olimpici e paralimpici trovano una nuova destinazione nelle associazioni sportive che promuovono inclusione e accessibilità. Un progetto che trasforma un simbolo delle medaglie in un’eredità concreta per le comunità locali
Non tutti i simboli dei Giochi finiscono in archivio. Alcuni continuano a vivere nei territori, trasformandosi in strumenti di crescita e inclusione. È quanto accade ai podi di Milano Cortina 2026 che, grazie a un’iniziativa di Esselunga, insieme a Procter & Gamble e alla Fondazione Milano Cortina 2026, sono stati affidati a quindici associazioni sportive impegnate ogni giorno nel rendere lo sport accessibile a tutti.
Dopo aver ospitato le premiazioni di atleti e campioni provenienti da tutto il mondo, queste strutture diventano oggi il simbolo di una legacy concreta, capace di andare oltre l’evento e lasciare un segno duraturo nelle comunità locali. Un passaggio che racconta come lo sport possa continuare a generare valore anche quando si spengono i riflettori delle grandi manifestazioni internazionali.
La legacy dei Giochi arriva nelle associazioni sportive
I quindici podi ufficiali utilizzati durante le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 sono stati assegnati ad altrettante Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche che si sono distinte per il loro impegno nella promozione dello sport inclusivo e per il coinvolgimento di atleti con disabilità nelle proprie attività.

L’iniziativa si inserisce nel programma “Amici di Scuola e dello Sport”, attraverso il quale Esselunga sostiene da anni scuole e realtà sportive del territorio, e si affianca al progetto “Campioni Ogni Giorno” di Procter & Gamble, nato per favorire l’accesso allo sport dei giovani con disabilità e promuovere stili di vita sani e inclusivi.
Per rendere il più possibile diffusa l’eredità dei Giochi, è stato assegnato almeno un podio in ciascuna delle regioni dove Esselunga è presente. Le strutture hanno così raggiunto associazioni sportive in Emilia-Romagna, Lombardia, Liguria, Toscana, Piemonte, Veneto, Lazio e Trentino-Alto Adige.
Dai podi delle medaglie ai luoghi dell’inclusione
Da Parma a Verona, da Firenze a Roma, passando per Torino, Genova e Novara, i podi diventano parte della vita quotidiana di società sportive che ogni giorno promuovono partecipazione, accessibilità e crescita personale attraverso l’attività fisica.
L’immagine è potente: gli stessi gradini che hanno celebrato le imprese olimpiche e paralimpiche diventano ora un punto di riferimento per giovani atleti, famiglie, volontari e associazioni che lavorano sul territorio. Un modo per ricordare che il valore dello sport non si misura soltanto nelle medaglie conquistate, ma anche nella capacità di creare opportunità, abbattere barriere e favorire l’incontro tra persone diverse.
In un’epoca in cui si parla sempre più spesso dell’impatto sociale dei grandi eventi, il progetto dimostra come la vera eredità di una manifestazione sportiva possa essere costruita attraverso azioni concrete e diffuse. Non monumenti da osservare a distanza, ma strumenti che continuano a vivere nelle comunità e a raccontare i valori di inclusione, fair play e partecipazione.
Con questa nuova destinazione, i podi di Milano Cortina 2026 proseguono il loro viaggio. Non più al centro delle cerimonie di premiazione, ma nei luoghi dove lo sport viene vissuto ogni giorno come occasione di crescita, integrazione e futuro.
